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Una storia
andrebbe raccontata dall’inizio, ma questa volta permettetemi di
fare un’ecce zione.
Vorrei parlarvi di me cominciando da quello che considero il primo
tassello importante della mia favola agonistica: torno quindi con
la memoria alla data del 15 ottobre 2000, che rimarrà per sempre
scolpita nella mia mente in quanto grazie al successo ottenuto nel
GP del Pacifico mi sono laureato campione del mondo della classe
125.
Quel giorno il sogno preferito della mia infanzia
si è avverato: vincere un titolo iridato in sella ad una moto da
corsa. Dopo anni caratterizzati dagli enormi sacrifici compiuti
da parte della mia famiglia e di quella della mia ragazza Manuela,
ho dimostrato agli scettici che anche il diavoletto
Loca ha la stoffa del campione.
La stagione 2000 è
stata una lunghissima cavalcata sulle piste dei cinque continenti,
conclusasi appunto con il trionfo nella
ottavo di litro dopo una lotta con il coltello tra i denti tra il
sottoscritto ed il giapponese
Youichi Ui, portacolori della Derbi e avversario tanto duro quanto
leale.
Il campionato era cominciato con il quarto posto
in Sudafrica, al quale fac eva
seguito la vittoria nel GP della Malesia a Sepang, grazie alla rimonta
culminata con il sorpasso all’ultima
curva ai danni di Ui. In Giappone sono caduto gettando alle ortiche
una vittoria quasi certa, poi ho saputo risalire la china giungendo
terzo a Jerez in Spagna e quarto nel GP di Francia a Le Mans, aggiudicandomi
successivamente il GP d’Italia al Mugello .
Dopo il ritiro di Barcellona ho ripreso a collezionare
piazzamenti importanti che hanno aggiunto preziosi punti al mio
carniere: sono stato sesto in Olanda e quarto nel successivo GP
di Gran Bretagna a Donington. Nel GP di Germania ho sfatato il tabù
del secondo posto, proprio sul circuito del Sachsenring dove ero
salito per la prima volta sul podio di una gara iridata nel ’98.
La svolta è avvenuta però durante la tre giorni
di Brno , quando l’Aprilia ha creduto
fino in fondo alle mie possibilità di conquistare l’alloro iridato.
Il successo ottenuto nel GP
della Repubblica Ceca mi ha dato una carica eccezionale: a quel
punto sapevo di potermela giocare
ad armi pari con Ui, nonostante la sua leadership nella classifica.
All’Estoril in Portogallo ho faticato
nel mettere a punto la moto, ma sono giunto al traguardo in seconda
posizione, con Ui fuori gara per una caduta. Quindici giorni dopo
ho vinto a Valencia, portando
a 24 i punti di vantaggio su Ui, ridotti a solo 8 lunghezze quando
in Brasile sono stato costretto al ritiro per la rottura dell’imbiellaggio,
con Ui terzo.
Poi è arrivata…l’apoteosi! A Motegi in Giappone
dopo aver conquistato la pole position ho allungato sui miei avversari,
costringendo Ui all’errore e andando a vincere sia la gara che il
titolo iridato, il primo della mia carriera mondiale, iniziata con
il debutto nel GP d’Italia del ‘94.
Se sono riuscito a coronare questo sogno è stato
grazie a chi in tutti questi anni, non
sempre facili e
pieni di successi, mi è stato vicino: senza l’appoggio dei miei
genitori, di Armando, della mia inseparabile fidanzata Manuela,
degli sponsor, dei supporter del Loca Fan Club di Carvico, del Moto
Club di Olginate e di tutti quanti nel corso del 2000 hanno visitato
il mio sito Internet, incitandomi a non mollare mai, nemmeno nei
momenti più grigi della stagione, forse non avrei trovato la forza
interiore necessaria per aggiudicarmi l’alloro iridato.
Continua... |